di Koichi Tohei
Tratto dal libro: «Book of Ki: Co-ordinating Mind and Body»
Traduzione di Marco Forti
Come studente si impegnò nel Judo e successivamente nell’Aikido sotto la guida del Maestro fondatore Morihei Ueshiba.
Nel 1971 ha fondato la KI NO KENKYUKAI (Associazione internazionale del Ki) nella quale sono insegnati i principi del Ki e della coordinazione mente-corpo.
La potenza della mente e del corpo coordinati
«Nannosono iwao omo tosu kuwa no yumi» (quando un uomo ha una volontà ferrea, può penetrare una roccia con una freccia di legno).
Tanto tempo fa, avvenne in Cina che di notte un giovane uomo camminasse, quando d’un tratto s’accorse che lungo il bordo della strada era accovacciata una tigre pronta a saltargli addosso.
Per salvarsi l’uomo prese una freccia per l’arco e tirò con tutto il suo cuore. La freccia infilzò la tigre che però non ferce il minimo movimento.
Allora l’uomo trepidante s’avvicinò e guardò.
Non si trattava di una tigre ma di una grande roccia la cui forma ricordava una tigre accovacciata. Quella freccia tirata con tutto il cuore era penetrata in una roccia.
Storie simili si trovano in tutte le epoche e in tutti i luoghi. Benché siano troppe per raccontarle una ad una, tutte ci parlano della grande potenza di una mente ed un corpo unificati (coordinati).
Tutti i grandi uomini, i veri artisti, santi e buddisti, devono aver acquisito la coordinazione tra mente e corpo.
La difficoltà nel coordinare mente e corpo
Tutti riconosciamo la necessità di coordinare mente e corpo. Ma sta di fatto che pochi ci riescono.
Non si raggiunge la coordinazione della mente e del corpo praticando la meditazione Zazen in cima ad una montagna per venti o trent’anni se la si perde quando si ritorna nel mondo ad affrontare la vita di tutti i giorni.
Già prima di tornare in città, si potrà perdere la coordinazione solo perché si è mossa una mano o una gamba.
Non avendo né forma né colore, la mente è libera di spaziare come le piace.
Ma il corpo ha forma e colore e si trova costretto e ristretto nei suoi movimenti.
Dato che ognuno possiede qualità così diverse tra loro, è difficile unire la mente con il corpo.
È molto più facile coordinare la nostra mente mentre il corpo rimane fermo, come in Zazen o Seiza. È molto più difficile mantenere l’unione tra mente e corpo quando questo è in continuo movimento, come accade nella vita di tutti i giorni.
Già da tempi remoti si dice che la coordinazione tra mente e corpo è la cosa più difficile da acquisire. Lo Zen insiste sull’esercitazione continua del discepolo, anche quando ha avuto l’illuminazione, cioè dopo aver raggiunto il Satori.
Lo stesso K’ung Fu Tzu (Confucio) arrivò all’età di settant’anni prima di raggiungere quello stadio che gli permise di fare ciò che voleva senza perdere la coordinazione di mente e corpo e senza deviare dalla strada dell’Universo.
Così, benché molte persone credano che sia una cosa buona e necessaria raggiungere la coordinazione tra mente e corpo, pensano che per loro ciò sia impossibile, e allora lasciano perdere.
Mente e corpo in origine erano uniti
La mente ed il corpo sono nati dal Ki dell’Universo. Non esiste una frontiera fra la mente ed il corpo, nessun punto dove inizia la mente e termina il corpo o viceversa.
In origine mente e corpo erano tutt’uno. Però noi persistiamo nell’errore di considerare la mente ed il corpo due entità ben distinte e separate, e cerchiamo futilmente di unire e riconciliare le caratteristiche opposte di ambedue.
Ma ciò è contro la natura. Altro che difficile!
È impossibile unire mente e corpo finché continuiamo a considerarli due cose diverse tra loro.
In verità però non è difficile unire la mente ed il corpo se ci rendiamo conto che in origine essi erano un’unità e, se agiamo secondo questo principio, otterremo facilmente la coordinazione mente-corpo in ogni momento della nostra vita quotidiana.
fine prima parte…

